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THE INDIAN NOTEBOOK |
'E laddove neppure c'è bisogno di mettersi in viaggio, ma dove Zeus è già e presenzia con le opere, ebbene queste non smanierete di osservare e di capire? Quindi non vi accorgerete né di chi siete, né del per cosa siete nati, né di cos'è quest'opera alla cui visione siete stati invitati?'
(IN001)
Allora
Zeus, la cui parola è legge, chiamò Atena e le disse: "Va da lui, o figlia
diletta, e guidane i passi". (IN004)
Che dire, invece, del topolino con cui condivido la
stanza nell'Hotel Namaskar di Paharganj? Lui non è così. Fugge veloce, quasi
invisibile, non appena si accende la luce e si entra nella stanza, per poi
tornarvi furtivo non appena la si lascia. (IN005)
Sulla
luce rossa dei semafori di Delhi non c'è scritto STOP ma RELAX. (IN006)
Il traffico caotico
del Cairo o la folla del souk di Tunisi sono un paesaggio idilliaco od un
semi-deserto, se paragonati a quel che accade nelle strade di Delhi.
(IN007)
Qui
non c'è autunno. Qui intorno splende la luce, si suda sotto il sole. Le
erbe, gli arbusti, le piante sono in fiore e immenso è il verde. (IN008)
Le
donne di Delhi vestono sari di colori smaglianti, stupendi. (IN009)
Al
Ristorante Nirula's, in un angolo del blocco L di Connaught Place, non si
mangia affatto male. E' gustoso il Tandoori sample, per esempio. Ma sono
gustosi anche l'umile Dhal od il Chicken Curry. Non ordinate però una birra
Kingfisher: ve la farebbero pagare a peso d'oro. E' qui che ho incontrato
Pànkalos, un greco di Olimpia che è in India da qualche mese. (IN010)
Stamattina nell'ampio e verdissimo prato del Raj Ghat, lungo la sponda
occidentale del fiume Yamuna, ho camminato da solo, con le lacrime agli
occhi, alcuni dei più bei passi della mia vita, intorno alla semplice
piattaforma quadrata di marmo nero che segna il luogo dove Gandhi fu cremato
nel 1948.
(IN011)
Imponenti,
splendidi animali sono i cammelli del Rajasthan. Anche quando semplicemente
masticano, ogni loro movimento rende una impressione di calma maestà e di
elegante vigore. (IN012)
Quanto
a ‘verità rivelata’ il Cristianesimo, l'Islam e l'Ebraismo non valgono certo
più dell'Hinduismo. (IN013)
Il
caos delle città indiane, anche quando non è quello di Delhi, è sempre
troppo. L'India è stipata. (IN014)
Le
mucche vaganti nelle strade, ma anche i maiali ed i cani fanno, in parte,
quel che dovrebbero fare gli spazzini che non ci sono. Così i rifiuti
organici sono mangiati ed il letame raccolto, seccato ed usato, tra l'altro,
come combustibile. (IN015)
Vivo
l'intera giornata nelle strade e fotografo volti. (IN016)
In
India vedrete davvero ‘le masse’.
(IN017)
Poche
auto private, tantissime biciclette e motorette Bajaj.
(IN018)
Per
orinare, moltissimi indiani usano piegare le gambe ed accucciarsi, come
fanno le donne. Nessuno di loro è un Sikh. (IN019)
A
Jaipur, e non solo a Jaipur, è praticamente impossibile camminare sui
marciapiedi giacché essi non sono che orinatoi pubblici.
(IN020)
In
questa città, Jaipur capitale del Rajasthan, molto, anzi moltissimo è
sporcizia, degrado, fatiscenza. Eppure gli occhi di un intelletto esercitato
sapranno cogliere qua e là degli improvvisi, inattesi lampi di bellezza.
(IN021)
Sulla
riva del lago santissimo di Pushkar, frequentata dai pellegrini e piena di
Hindu, ho sentito Pànkalos parlare a voce alta, con fortissima gioia, le
parole di Socrate che chiudono il 'Fedro' di Platone e che dicono "....ò
fìle Pàn te kài àlloi òsoi téde theòi...." poi quelle di Epitteto, nel
secondo libro delle 'Diatribe', che dicono "....ta ìdia terèin, tòn
allotrìon me antipoièisthai...." e poi di nuovo quelle di Socrate. (IN022)
Dall'ampio
cortile porticato della Devi Niwas Guest House di Jaipur, dove di nuovo
condivido l'alloggio con un topolino, si vedono volare lontani, nell'aria
aprica, un aquilone nero ed uno rosso.
(IN023)
Alle
tre del pomeriggio nel cielo di Udaipur, punteggiato di nubi biancheggianti,
volano lentamente in circolo, altissimi, in gran numero, falchi. (IN024)
La
luce ed il calore del sole, insieme ad uno squisito thè al ginger e miele,
aiutano sempre a superare un piccolo raffreddore.
(IN025)
I
cammelli del Rajasthan sono davvero elegantissimi, anche nell'orinare.
(IN026)
Pànkalos,
con indosso una sfavillante camicia gialla, e Connie, un'americana del New
Mexico, mi hanno raggiunto in bicicletta sulla riva occidentale del lago
Fateh Sagar. Qui nerissimi bufali brucano tranquilli tra alberelli e
magnifici prati verdi semisommersi, mentre altri ruminano placidamente
affondati fino al collo in una pozza. Connie, con la mano incerta della
principiante, ritrae la scena ad acquerello e vi inserisce anche una
macchiolina gialla a forma di camicia. Quando Pànkalos l'ha notata, gli si è
spalancato il volto in un beato sorriso.
(IN027)
I
giacigli sui quali vedrete gli Indiani riposare nelle abitazioni di
campagna, sono identici a quelli degli Egizi di 5000 anni fa, ossia a quelli
che noi ammiriamo nei Musei come reperti archeologici. (IN028)
Un
bambino di Diu sta osservando con stupore Dor, un giovane israeliano di Tel
Aviv, scrivere in caratteri che non conosce. Dor mi ha manifestato
l'intenzione d'imparare un po' di lingua Gujarati.
(IN029)
Diu
è cosparsa, di tanto in tanto, di un profumo nient'affatto sgradevole di
pesce in essiccazione. (IN030)
Dor
mi giura di avere visto, a Rajkot, un cammello che non stava masticando. (IN031)
La
pulizia delle strade indiane è, in genere, tale che i fidanzati Vandna e
Atul possono tranquillamente dirsi: "Pensa caro, pensa cara, siamo separati
soltanto da una merda di vacca".
(IN032)
Anche
gli Hindu credono fermamente l'essere umano dotato di un'anima immortale.
Quale più grande disgrazia poteva pure ad essi capitare? (IN033)
Geert
ha candidamente ammesso di trovare gli Indiani, contrariamente a quel che si
aspettava, tanto infelici quanto gli Olandesi.
(IN034)
Nel
vano tentativo di parare le assillanti ed indiscrete domande di molta gente,
Geert ha detto di chiamarsi Paulo, Joao, Pasquale... La prossima volta dice
che proverà a chiamarsi Shiva.
(IN035)
Onnipresenti
sono gli schifosi, enormi sputacchi rossi dei consumatori di ‘pan’.
Addirittura sono pieni delle tracce di questi schizzi i muri delle camere
d'albergo. Il fatto è che consumatori di ‘pan’ sono, oltre a moltissime
donne, praticamente tutti i maschi indiani adulti.
(IN036)
In
India si circola tenendo la sinistra. (IN037)
Lo
sport preferito e più praticato dagli Indiani è il cricket. (IN038)
La
mattina, tutte le mosche di Diu si danno appuntamento al mercato del pesce.
(IN039)
Le
donne indiane, come le donne arabe, fanno il bagno di mare rigorosamente
vestite.
(IN040)
Il
9 Novembre, verso mezzanotte, all'aeroporto di Kuwait City alcuni
altoparlanti diffondevano la cara musica del Concerto K622 per Clarinetto e
orchestra di Mozart. (IN041)
A
Diu capita spesso di incontrare degli ubriachi giacché qui, a differenza che
nel resto del Gujarat, la vendita ed il consumo di alcoolici sono permessi.
(IN042)
Armin,
un pittore di Berlino, mi raccontava di avere visto qualche giorno fa a
Jaipur, verso le nove di sera, un giovane di una trentina d'anni giacere
stramazzato su di un marciapiede di Mazir Ismail Road. Supino, incosciente,
sbavava orribilmente dalla bocca socchiusa una schiuma marrone che gonfiava
gorgogliando. A pochi passi dal primo, un altro giovane giaceva stramazzato
per metà sulla strada e per metà sul marciapiede, in una posa da marionetta,
e pareva morto. Non lontano, il vecchio conduttore di un baracchino di
arachidi continuava tranquillamente a tostare e rimestare i suoi frutti. (IN043)
Chissà,
forse la coscienza è come uno specchio e l'autocoscienza è come una coppia
di specchi che si specchiano l'uno nell'altro. (IN044)
Sembrerà
incredibile, ma sulla sabbia di Nàgoa, la spiaggia di Diu orlata di palme,
oltre a vari cuori trafitti ho trovato scritto il quoziente di Newton della
funzione y = x al quadrato. (IN045)
A
Diu si vedono circolare liberamente per le strade delle scrofe magrissime.
(IN046)
Sul
bastione di S. Filippo dell'antico Forte portoghese, bastione che sporge sul
mare Arabico, decine di verdi pappagalli che qui hanno il nido, fanno questo
verso: ...dìu, dìu, dìu, dìu...
(IN047)
Il
primo serpente non l'ho visto strisciare in terra bensì nuotare veloce nel
lago di Udaipur.
(IN048)
Appoggiato
ad un antico cannone portoghese, sto scrivendo che la attuale prigione di
Diu si trova entro le mura dell'antico Forte.
(IN049)
La
bandiera federale indiana è formata da tre strisce orizzontali: la superiore
arancione; l'intermedia bianca, con al centro la ruota della colonna di
Ashoka; l'inferiore verde.
(IN050)
Gli
studenti sono riconoscibili dalla loro divisa: pantaloni blu e camicia
bianca per i maschi; gonna lunga blu e camicia bianca per le ragazze.
(IN051)
Soltanto
ieri ho notato per la prima volta una donna incinta.
(IN052)
A
Ghoghla la spiaggia è usata da tutti come cacatoio pubblico.
(IN053)
Le
donne qui faranno pure il bagno vestitissime, ma sventolano tranquillamente
i culi quando fanno i loro bisogni in riva al mare.
(IN054)
Pravin
viene da Gondal ma ha trovato un lavoro qui a Diu nella fabbrica Suzlon, ed
assembla generatori eolici di energia elettrica. Un lavoratore generico
guadagna circa 3.000 rupie al mese. Un ingegnere, tra le 10.000 e le 15.000
rupie. Una famiglia vive con circa 7.000 rupie al mese.
(IN055)
Tanto
al mercato ortofrutticolo quanto a quello del pesce, la stragrande
maggioranza dei venditori è donna. E sono donne anche coloro che fanno i
lavori di manovalanza pesante in edilizia.
(IN056)
E'
molto, molto piacevole cenare, anche solo, sulla terrazza dell'Hotel Sanman.
Stasera, poi, c'è una particolare calma di vento.
(IN057)
La
luna è quasi piena. Sarà piena domani, 3 Dicembre. La marea è al minimo. Il
braccio di mare che le separa è sparito quasi del tutto, e Ghogla e Diu
diventano come una cosa sola.
(IN058)
Il
primo sguardo che diedi all'India, sul bus che la mattina del 9 Novembre mi
portava dall'aeroporto a Connaught Place, ricordo mi restituì all'istante
una fortissima impressione di familiarità con i luoghi, di ‘qui io ci sono
già stato’.
(IN059)
Nulla,
in questa India, splende. Nulla oggi è magico.
(IN060)
Ieri
Raniero ha affittato una bicicletta per 10 rupie ed è andato dalle parti di Fudam a cercare il tempio Hindu di Gangeswhar. Mi ha detto di averlo
trovato, di averlo osservato ben bene ma che il ‘lingam’, ossia ‘la
sacraminchia’ (come la chiama lui) di Shiva, lui non l'ha vista.
(IN061)
Che
bisogno c'è di parlare? Spesso, cosa si può dire meglio di quel che dica il
silenzio?
(IN062)
Un
improvviso litigio tra cani si risolve in un diluvio di guaiti e latrati di
breve durata.
(IN063)
Su
tutte queste spiagge i cani, per trovare un po' di refrigerio, scavano una
fossetta nella sabbia e poi vi si accucciano dentro.
(IN064)
Noterete
ben presto come qui la cultura assolutamente imperante preveda che qualunque
scarto o rifiuto venga gettato per terra.
(IN065)
Prakash
è un indiano di casta elevata che abita ad Una e che qui a Diu gestisce un
bar. Si dichiara un Hindu moderato ed ammette tranquillamente, con molto
garbo, che l'immane congerie di tabù e di superstizioni Hindu, man mano che
le si conosce più da vicino, si rivelano spesso identiche ma sempre
altrettanto orribili di quelle cristiane, musulmane, ebraiche, ecc...ecc...
(IN066)
Pravin
mi assicura di non potersi recare all'estero a meno di non depositare una
somma spropositata di rupie in garanzia del suo rientro in India.
(IN067)
Il
Cafè 'Bela Vista' e la Pizzeria 'Artistic Root' affacciano sull'ampio prato
che circonda il Museo. Di qui si scorgono bene le barche uscire in mare per
la pesca nel primissimo pomeriggio. Sono tutte di piccola stazza ed hanno
tutte una minuscola vela bianca triangolare a prua, gonfia di vento.
(IN068)
Non
appena sbarcherete all'aeroporto di Delhi potrete subito percepire quel
certo sudicio, quel certo così caratteristico appiccicaticcio, già nel
salone del controllo dei visti.
(IN069)
Eppure
qui il sole spinge, spinge, e spingerà meravigliosamente anche in pieno
inverno.
(IN070)
Verso
le cinque del pomeriggio hanno lentamente attraversato la spiaggia di
Jallandhar tre donne tutte vestite di bianco, che portavano una garza
rettangolare salvabocca ed un lungo pennello bianco sottobraccio.
Camminavano scalze. Così vanno abbigliate le donne Jainiste.
(IN071)
A
Diu, nell'interno della chiesa di S. Paolo volano liberamente colombi.
(IN072)
Una
decina di nerissime cornacchie hanno spolpato in un batter d'occhio una
grossa murena finita, non so come, sulla spiaggia di Jallandhar.
(IN073)
Bunder
Road, la lunga strada a ridosso del mare che passa davanti al Marwar
Memorial e finisce al Forte, è stata ribattezzata da Cesia Philosophy Road,
perché è diventata la passeggiata delle riflessioni filosofiche. Cesia viene
da Malta, dove insegna matematica. Ieri si discuteva di Aristotele e lei, ad
un certo punto, ha affermato con determinazione: "Finiamola una buona volta
con le fole di Aristotele e con il suo fraintendimento della 'politica'.
L'uomo, prima di essere un animale politico è e resta un animale ‘logico’". (IN074)
Oggi
Cesia, con la quale riesce sempre interessante discutere, ha proposto una
distinzione e dato due definizioni che mi hanno colpito. Dunque Cesia
proponeva di distinguere tra ‘politica’ e ‘politicheria’ (a quanto ho
capito, è un termine che le piace particolarmente perché fa rima con ‘porcheria’;
ma di essa si affretta a dire che può essere anche onesta e generosa quando
onesto e generoso è chi la pratica). Definiva poi la prima, cioè la
politica, come ‘l'arte di essere felici’ e la seconda, ossia la
politicheria, come ‘l'arte di illudersi di poter fare felici gli altri’. Ne
conseguiva e ne consegue, per esempio, che a fare politica era Socrate
mentre a fare politicheria era, per esempio, Pericle. Non è affatto un
paradosso, anche se ne ha l'apparenza. Che dire allora di Gandhi? Siamo
giunti alla conclusione che, verità per verità, non ci appariva affatto
chiara nella cultura di Gandhi la distinzione della quale stavamo discutendo
e che dunque, illudendosi con onestà e con generosità di fare politica
anch'egli non faceva altro che onesta e generosa politicheria.
(IN075)
Vedrete
tantissimi uomini e tantissime donne che riescono a stare in riposo a gambe
completamente piegate e piedi piatti sul terreno, come se fosse la posizione
più naturale del mondo.
(IN076)
Qui
un coloratissimo tempio Hindu si trova nascosto in una vecchia e grande cava
di arenaria nei pressi del Ristorante Jayshankar. Comprendendo la sua
cerimonia devozionale presso questo tempio Hindu anche la lettura in lingua
Gujarati di un testo piuttosto lungo, ho visto ed udito distintamente Lalita
interrompere per ben due volte la sua lettura con due sonori sbadigli.
(IN077)
In
Philosophy Road, sotto un magnifico cielo azzurro, siamo venuti in chiaro
del fatto che una società giusta non è mai esistita e non esisterà mai.
Esistono però, per nostra fortuna, uomini giusti. "Perché questo non
dovrebbe bastarci?" notava Raniero che si era aggiunto a Cesia ed a me. Una
società giusta sarebbe infatti quella formata soltanto da uomini virtuosi,
giusti. Il che è impossibile: come volevasi dimostrare. Una società giusta è
dunque una contraddizione in termini; o un ossimòro, se preferite.
(IN078)
Un
piccolo striscioncino di carta, attaccato con due chiodini su un muro del
bar della Nilesh Guest House, recava questa scritta: 'La vita è un mistero
da vivere, non un problema da risolvere'. Qualcuno vi aveva aggiunto a
matita rossa: 'O esseri umani, smettete di porvi le domande sbagliate!'
(IN079)
Le
rondini di tutto il mondo adesso sono qui.
(IN080) Se
cenerete da Jayshankar fatevi servire del pesce, ma portate con voi dei
tovaglioli di carta perché al tavolo non li troverete.
(IN081)
Sotto
la pensilina della stazione di Veraval, tra un gran va e vieni di gente, di
cani, di porci e di mucche, aspetto tranquillamente per ore, nel pomeriggio,
un bus che mi riporti a Diu.
(IN082)
Se
andrete a Somnath, ben più del tempio Hindu -che è di costruzione assai
recente- vi colpirà la vastissima vista dello stupendo mare sottostante ed
il suo ampio e profondo respirare di onde.
(IN083)
Nel
porto di Veraval si costruiscono ancora interamente a mano grandi
imbarcazioni in legno capaci di reggere l'oceano. L'ho visto con i miei
occhi.
(IN084)
Con
inesausta voce risuona sonoro il mare.
(IN085)
Non
passa quasi giorno ch'io non veda due indiani azzuffarsi od essere sul punto
di farlo, siano essi pescatori, mendicanti, barcaioli od altra gente comune.
(IN086) Oggi
pomeriggio il cielo si è, per la prima volta, decisamente rannuvolato.
(IN087)
Oggi
Dor era particolarmente contento anzi, a dire il vero, non stava più nella
pelle dalla gioia. Gli ho chiesto quale ne fosse il motivo e lui mi ha
confidato: "Ho cominciato ad imparare un po' di lingua Gujarati".
(IN088) Sotto
un cielo compattamente grigio Armin, Viral -che è il figlio maggiore di
Prakash-, Ahmed -un musulmano che è nato a Bhavnagar- ed io guardiamo il
mare ingrossarsi e ribollire di schiume schiaffeggiando le mura del Forte.
(IN089) Passeggiando
per il porticciolo di Vanakbara, che si trova esattamente all'estremità
ovest dell'isola di Diu, mi è capitato, non ricordo a che proposito, di
affermare che certe cose non han bisogno di parere verosimili giacché sono
vere. Viral si è arrestato di botto e mi ha chiesto di spiegargli meglio
cosa intendessi dire, di fargli un esempio. Io sono rimasto, sulle prime,
interdetto. A questo punto è venuto in mio aiuto Armin, il quale ha
affermato: "Ecco, vedi: Gesù Cristo non sta in cielo alla destra del Padre
più di quanto Lord Shiva abiti sull'altissimo Kailasa o Allah nell'Eden. E'
mai possibile che verità così evidenti siano rifiutate da immense masse di
esseri umani?" Viral allora ha scosso il capo sorridendo ed ha aggiunto:
"Sì, è vero".
(IN090) Spesso
la felicità è come la scultura: è più un togliere che un aggiungere.
(IN091) Vedrete
le mucche mangiare volentieri, in mancanza di meglio, giornali e cartone.
(IN092) Julie
‘capellisparati’, un'australiana di Adelaide, se n'è andata qualche giorno
fa.
(IN093)
Desidero
sole, mare, sabbia e li ottengo. Chi è felice sta come me. Riposo all'ombra
di un giovane tamerice le cui sottili e lunghe foglioline sono bagnate di
luce e tutte ne portano una gocciola appesa all'estremità. Di quale più
incantevole albero di Natale poteva la Natura farmi dono?
(IN094)
In
pieno giorno, nell'afa di Delhi, lungo la strada che porta da Connaught
Place a Paharganj un venditore di almanacchi, accucciato dinanzi alla sua
mercanzia, con intensa soddisfazione massaggiavasi la tunica in quel posto
di cui, come ci riferisce Diogene Laerzio, Diogene diceva: "Così bastasse
stropicciarmi il ventre per saziare la fame!"
(IN095)
Un
certo spiritaccio ogni tanto prende Raniero a tradimento. Oggi, tra le
saline ed il Bird Sanctuary, non ha potuto fare a meno di rivelarci che lo
sprint finale di un corridore ciclista di Delhi si può certamente chiamare
‘l'Indiavolata’. Ed i pesci possono annegare? Sì, nell'aria.
(IN096)
Qualche
volta diventa davvero difficile, se non impossibile, reggere lo stress delle
mille e una lentezze, contrattempi, raggiri della burocrazia di questo
paese. Oggi Cesia è uscita furente dall'Ufficio Postale affermando: "Spesso
più che di Indiani si dovrebbe parlare di Indioti".
(IN097) Diceva
Armin che per sapere se Old Delhi sia o non sia un ‘inferno’ bisogna girarla
a piedi dalle otto alle dieci di sera, a metà Novembre, partendo da
Paharganj alla ricerca della stazione principale dei bus senza sapere dove
questa esattamente sia e senza avere con voi una mappa od una guida.
(IN098) Ho
sentito un passante pronunciare queste parole: 'L'India? A pleasant, very
pleasant disappointment'.
(IN099) Vedrete
che il mezzo di trasporto più usato, da queste parti, è la testa.
(IN100) Per
salutare l'inizio dell'inverno abbiamo tutti fatto un bel bagno nel mare
Arabico poco oltre Nàgoa, là dove trovate una lunghissima striscia di
magnifica sabbia bianca, nessun turista ma anche nessuna ombra.
(IN101) Seduti
all'ombra di un immenso ibisco in fiore, poco oltre la Main Gate e lungo una
strada secondaria per Fudam, abbiamo fatto un gioco. Ognuno di noi era
invitato a dire di sé la qualità che più apprezzava. "Come tutti sapete, io
sto bene con la mia proairesi", ha detto Ahmed. Ed ha continuato: "Cos'è la
proairesi? E' quello che mi differenzia dagli altri animali; è la mia
facoltà logica, la mia intelligenza in quanto può scegliere di atteggiarsi
diaireticamente o controdiaireticamente". Ho chiesto ad Ahmed: e cosa
significa ‘diaireticamente’? "La diairesi è il supergiudizio che sa
distinguere ciò che è in mio esclusivo potere da ciò che non lo è", mi ha
risposto. E ‘controdiaireticamente’? "La controdiairesi è il supergiudizio
che afferma in mio esclusivo potere anche ciò che in mio esclusivo potere
non è, e non essere in mio esclusivo potere ciò che invece è in mio
esclusivo potere”.
(IN102) Le
mucche saranno pure sacre, ma ciò non significa che non vengano allontanate
con sonore legnate quando si avvicinano troppo ai mucchietti di verdure in
vendita al mercato.
(IN103) Cos'è
l'inflazione indiana? E' quando, sbarcati a Delhi, vi sentite chiedere dai
ragazzini una ‘ball-pen’ oppure ‘due rupie’; mentre quando ripartite da
Bombay i ragazzini vi inseguono pretendendo da voi ‘ten rupees’. (IN104)
Al
ristorante Aarti, accanto a me si è seduto a cena un signore che ha più o
meno la mia età, ha gli occhi chiari, potrebbe anche essere italiano e che
ha mangiato e bevuto quel che ho mangiato e bevuto io. Ma fuma. Una curiosa
coincidenza. (IN105)
Mentre
prendevamo il sole sulla spiaggia di Sunset Point ci ha raggiunto Armin, con
alcuni foglietti in mano. Era cartaccia vecchia ma solida nella quale
oltretutto, a giudicare dalle macchie, parevano essere stati avvolti di
recente dei cibi. Poiché erano visibili delle scritte in Hindi, Viral, per
caso, ha cominciato a cercare di decifrarle. Si è così formato un piccolo
capannello di curiosi ed ognuno diceva la sua, mentre alcuni cani,
eccitatissimi, guaivano e ci saltellavano intorno. Non è stato difficile
identificare la parola che ricorreva più frequentemente ma, del resto, siamo
stati in grado di ricostruire soltanto qualche spezzone di frase. La parola
frequente era ‘Namasté’, che equivale -grosso modo- al nostro ‘Salve’. Gli
spezzoni di frasi dicevano: (IN106)
La
Pizzeria ‘Artistic Root’ non c'è più. Il forno è stato smantellato ed i
mattoni giacciono ammucchiati alla rinfusa sul prato. Per Gianni e Giulia, i
due bellunesi che la gestivano, è venuto a scadenza il permesso di soggiorno
e dunque essi devono allontanarsi dall'India. (IN107)
Oggi
Pankaj, il tchaj-boy sempre scalzo che incontro ogni mattina al Fruit
Market, è stato anche calzato. E' successo che mentre mi trovavo, scalzo,
dal calzolaio Faisal per far ricucire un bordo dell'unico paio di scarpe che
ho con me, Pankaj, spingendo un carrettino, si è affacciato alla porta della
bottega. Ha fatto una piccola smorfia con quel suo viso da bambino che
ispira simpatia e poi un cenno eloquentissimo verso un paio di sandali di
plastica nera. Io, a mia volta, faccio un cenno col capo a Faisal. Pankaj
raccoglie al volo il primo paio di scarpe della sua vita e scappa via senza
neppure un cenno di saluto. Ecco 25 rupie spese benissimo. (IN108)
Qualche
giorno fa anche Faruk, il musulmano che vende tamburi lungo le spiagge, era
rimasto stupefatto quando gli ho spontaneamente pagato la cena ad un
baracchino di Bunder Chowk, il ‘Paras Amlet Centre’. Lui però non aveva
potuto scappare. Ecco altre 15 rupie spese benissimo. (IN109)
Alla
stazione dei bus di Jaipur era già buio e, in attesa della partenza, una
signora indiana si stimolava deliberatamente il vomito rigirandosi in gola
l'indice sprofondato tra le fauci. Vomitava dentro un sudicio lavatoio di
cemento e si sciacquava, tra un conato e l'altro, con l'acqua che otteneva
da un piccolo rubinetto sovrastante. Subito dopo una turista giapponese,
ignara, ci è andata a bere. (IN110)
Dor
ed io ci siamo dati appuntamento alla stazione dei bus di Veraval alle sette
e trenta di mattina, per poi visitare la riserva naturale di Sasan Gir.
Questa di Sasan Gir è l'unica riserva nella quale sopravvivano, e si stiano
moltiplicando, gli ultimi esemplari di leone asiatico. Ma il leone non è
venuto all'appuntamento con noi.
(IN111)
Alla
stazione ferroviaria di Sasan Gir, in attesa del mio primo passaggio indiano
su un treno con destinazione Veraval, mi sono pesato. Quando ho lasciato
l'Italia pesavo 95 chili, oggi ne peso 88. Complimenti!
(IN112)
Vista
dal treno che caracolla lentissimo tra Veraval ed Una, la campagna del
Saurashtra appare verde, fertilissima, ben coltivata a cotone ed a canna da
zucchero. Uno spettacolo molto più gradevole di quello offerto da un viaggio
in bus lungo strade polverose e sconnesse.
(IN113)
Vedo
adesso tchaj-boy camminare e correre con i suoi sandali nuovi.
(IN114)
Un
altro mezzo di trasporto qui assai comune è rappresentato da motofurgoni i
cui coloratissimi cassoni assomigliano molto a quelli dei carretti
siciliani. Sono spinti da motori Enfield 500 di produzione indiana, il cui
suono è pieno, rotondo, gradevole.
(IN115)
Gianni
e Giulia stanno per lasciare Diu e l'India. Li ho invitati a cenare con me e
con Raniero sulla terrazza dell'Hotel Sanman e così hanno parlato dei loro
progetti. Sono incerti se uscire dall'India alla frontiera Pakistana, verso
Lahore; oppure a quella con il Bangladesh, da Calcutta. Intendono comunque
ottenere un nuovo visto per poter rientrare in India ed aprire una nuova
Pizzeria, forse a Manali, nell'Himachal Pradesh. Oltre le solite 'Margherita',
'Spinaci', 'Ox eye', 'Bella Diu', io ho suggerito loro di inserire nel
futuro menù di pizze anche quella di cui c'è davvero più bisogno, e di
chiamarla 'Pizza Felicità'. Al posto degli ingredienti (che devono rimanere
segreti) la didascalia di questa rarità, ha subito proposto Raniero,
potrebbe essere la seguente:
(IN116)
La
notizia mi ha lasciato di sasso. Anche l'Hotel Sanman, proprio l'Hotel dove
occupo la stanza n. 4, tra pochi giorni non ci sarà più. Chiuderà per sempre
a fine anno. Ed io avrò dunque l'onore di essere l'ultimo ospite a
lasciarlo, nominato, non so come, comandante di una nave che sta per
sparire.
(IN117)
Un
modo per assicurare un futuro ai propri figli è quello di storpiarli da
bambini. Accattoneranno, e le ben visibili storpiature garantiranno loro il
cibo. Questa è la storia di Massid e di suo fratello.
(IN118)
Il
suo buon olfatto ha permesso al cane che ho dinnanzi di scovare sotto la
sabbia una decina di bocconi che ora può gustarsi nell'ombra.
(IN119)
Gli
spifferi malefici di treni e bus mi hanno servito di nuovo un po' di
raffreddore.
(IN120)
Ho
fatto una gradevolissima, lunghissima passeggiata solitaria in cerchio: dal
Sanman Hotel al Diu Museum al Sunset Point a Fudam Church a Main Gate a Bunder Chowk e quindi di nuovo al Sanman.
(IN121)
Anche
a Diu quattro ragazzini, all'una e trenta di un pomeriggio dicembrino, sotto
un sole cocente, in un silenzio disperato, uccidono a sassate un biondo
cucciolo di cane. Li vedo stagliarsi lontani contro un muro bianco della
Chiesa di San Francesco, ora trasformata in Ospedale. Proprio adesso non odo
più guaiti.
(IN122)
Anche
a Diu un pastore fa pascolare le sue capre là dove non dovrebbe e la vecchia
proprietaria del terreno in questione, che si trova a passare di lì
cogliendolo sul fatto, si mette istantaneamente ad urlare improperi
sciogliendosi dalla manina del nipotino che l'accompagna.
(IN123)
Il
fenomeno della imponente marea che ho dinnanzi agli occhi mostra bene come
la presenza della luna alteri drammaticamente la curvatura delle linee del
campo spazio-temporale terrestre.
(IN124)
Qui
quasi tutti i bambini molto piccoli, diciamo sotto i due anni, hanno gli
occhi truccati con matita nera o nerofumo. I loro occhi sono truccati in
questo modo per spaventare i demoni ed allontanare il malocchio.
(IN125)
Se
si impara a riconoscerlo, il modo in cui qui si è vestiti rivela da dove si
viene, a quale casta si appartiene, se si è sposati oppure no, ecc... ecc...
(IN126)
Questo
è un anno che comincia con un giorno di luna piena.
(IN127)
Ho
trovato il vecchio cimitero cristiano di Diu. E' circondato da un alto muro
ed è situato circa a metà dell'amplissimo terrapieno che fronteggia il mare
e che dal Forte si spinge fino alla spiaggia di Jallandhar.
(IN128)
E'
chiaro ed evidente che un istante dopo la mia morte tutto sarà per me
esattamente quel che era un istante prima della mia nascita.
(IN129) ‘Solamente
l'atto virtuoso e chi lo compie sono bello, sono giusto, sono felice. Il
bello, il giusto, il felice è percepibile solamente con gli occhi
dell'intelletto. Di ciò che comunemente si percepisce con gli occhi, con i
normali sensi, non si deve dunque dire che è bello, bensì che è piacevole,
gradevole, magnifico, ecc... ecc...’ Mentre così parlava, a Cesia
sfavillavano gli occhi.
(IN130)
Ora
che ha imparato a riconoscerle, a Gangeswahr non ci sono soltanto cinque
‘sacreminchie’ di Shiva, ma ognuna di esse è ‘in coitu’ con altrettante
‘sacrefiche’ di Parvati. Ho fatto notare a Raniero: ‘Ecco un esempio di quel
che significa: non vedere quel che si ha davanti agli occhi’.
(IN131)
Il
povero teschio che ho raccolto nella pattumiera del cimitero cristiano è
stato dunque da me sistemato in un anfratto roccioso della costa che guarda
direttamente il mare, così che possa godere ancora di albe, di brezze e di
tramonti. Si tratta di un teschio ben ossificato, in cui sono chiaramente
riconoscibili almeno tre denti del giudizio e che attribuirei ad un giovane
maschio adulto. Nobile sepoltura o rinascimento, se volete, per un mio
vecchio anche se sconosciuto amico portoghese.
(IN132)
Il
‘Times of India’, che sfoglio seduto in una stanza del Tourist Office,
riporta in bella evidenza una intervista all'attuale capo del Governo
indiano. In essa il signor Vajpayee, che di queste cose professa di
intendersi, assicura che la risposta ad una bomba atomica non può essere che
un'altra bomba atomica. Povero me! Io ho scelto di non andare a Jaisalmer
proprio per muta protesta contro la decisione che ha portato l'India, nello
scorso mese di Maggio, a compiere degli esperimenti nucleari nel deserto del
Thar, a due passi da Jaisalmer. Povero me! Io sono invece convinto che se il
risultato della morale ‘occhio per occhio, dente per dente’ non può essere
altro che un mondo di ciechi con la dentiera. il risultato della morale di
Vajpayee e di chi la pensa come lui non può essere altro che la radicale
distruzione di ogni forma di vita sulla terra. Poco male, dopo tutto.
L'Universo non si accorgerà neanche di cosa sia accaduto in un suo
miscroscopico e sperdutissimo angolino e continuerà maestoso e veemente
l’incessante trasformarsi dell'unica Materia Immortale.
(IN133)
Dopo
averne discusso a lungo con Ahmed (erano stupendi da vedere mentre
discorrevano così fitto e con tanto calore), Cesia è giunta a proporre una
netta differenza tra essere umano ed uomo. Esseri umani siamo tutti, in
quanto siamo dotati di facoltà logica, di Proairesi. Ed esseri umani
restiamo fino a quando atteggiamo la nostra Proairesi controdiaireticamente,
ossia fino a quando agiamo seguendo l'errore di credere dipendente
esclusivamente da noi quel che esclusivamente da noi non dipende. Un simile
comportamento, se ci fate caso, diceva Cesia, è caratteristico, per esempio,
dei bambini e dei loro capricci. Uomo è invece chi sa atteggiare la propria
Proairesi diaireticamente. Prakash ne ha immediatamente tratto una
conseguenza ed ha affermato: ‘No religion, please! I am a man, not a human
being’. Armin ha tirato un lungo sospiro di sollievo ed ha detto a Prakash:
‘Mi hai tolto le parole dal cuore.’ Se dovessi aggiungere qualcosa, ho
continuato io, direi soltanto questo: ‘Quando l'essere umano non dice la
Verità a se stesso, la Verità sull'uomo, ecco che nella sua testa è già
scoppiata la bomba atomica.’
(IN134)
Qui
ogni porta che affaccia sulla strada è un negozio od una bottega.
(IN135)
Ho
il forte sospetto che i quattro versi alla ‘Pizza Felicità’ non siano stati
improvvisati lì per lì da Raniero ma che il furbacchione li abbia meditati a
lungo e scritti di notte, mentre errava in mezzo ad un gregge nei pressi del
Forte di Diu.
(IN136)
Fermatevi
a Diu per un paio di mesi ed imparerete a riconoscere una per una anche le
capre che frequentano il mercato ortofrutticolo.
(IN137)
Noi
invece siamo inteneriti dal vizio ed irritati dalla virtù...
(IN138) ’The
vow of truth. Doctrine of Ahimsa. The vow of celibacy. The vow of the
control of the palate. The vow of non-thieving. The vow of Swadeshi. The vow
of fearlessness. The vow regarding the ‘untouchables’. Education through the
vernaculars. The vow of Khaddar.’ Di che si tratta?
Sediamo sulle gradinate
deserte del teatro all'aperto che affaccia sul mare, dando le spalle alla
collinetta di Chakratirth. Cesia ha una espressione triste e sta
manifestando disordinatamente, tumultuosamente, i pensieri che le ha fatto
nascere la lettura di: ‘Mahatma Gandhi, his life and ideas’ di C. F. Andrews.
Questo libro, scritto con l'intenzione esattamente opposta, le ha invece
fatto cadere in mille pezzi il prestigio di cui Gandhi godeva ai suoi occhi,
e sta spiegando perché. Prakash le ha offerto qualcuno dei biscotti Parle-G
che stava sgranocchiando, ha annuito con un cenno del capo e poi, in
silenzio, ha perso il suo sguardo nell'immenso oceano che abbiamo di fronte.
(IN139)
Cos'altro
è infatti la politicheria se non il modo in cui individui che non sanno
governare se stessi, tentano di governarne altri altrettanto incapaci? A sua
volta la politica cos'altro è se non l'arte di diventare padroni di se
stessi?
(IN140)
A
colazione ho aperto e chiuso la mia noce di cocco da 5 rupie come un libro.
(IN141)
Come
il bello, così anche la felicità può essere colta soltanto dall'intelletto.
(IN142) ‘Chi
viene in India immagina, in genere, che gli Indiani siano tutti dei piccoli
Gandhi. Che dire, allora, quando si scopre che Gandhi non è che un piccolo
indiano? Vivo, nel pensiero di Gandhi, rimane soltanto un inconsapevole
stoicismo antico. Tutto il resto è onesta e generosa superstizione. Oltre il
feroce proibizionismo sul consumo di alcool, quel che riesce particolarmente
insopportabile è, al di là delle parole, un’adesione tutt'altro che laica
alla ortodossia Hindu. Il voto di castità personale, quello per cui si è
convinti di essere superiori a chi eiacula sperma in quanto lo sperma non
eiaculato si trasformerebbe in spirito ed in superiorità spirituale; ed il
voto di castità che Gandhi pretende dai membri del suo Ashram, fanno ridere
e piangere insieme. Il voto della verità, poi, non è in contraddizione con
una necessaria e quotidiana pratica di politicante? Guardate quanto sia
infinitamente più vera e nobile la posizione, circa politica e politicheria,
di Socrate quale egli ce la espone nella ‘Apologia’, e non potrete che
offrire anche voi dei biscotti Parle-G’.
(IN143)
Il
mio mestiere è quello di essere felice.
(IN144)
Giaceva
il lingam di Shiva, giaceva come una bandiera senza vento... e Parvati lo
vide... ed era la sua sposa...
(IN145)
Con
cuore puro Prakash ha detto: ‘La Verità è che non esistono né Brahma né
Shiva né Vishnu...’, ma l'uomo, quell'animale il cui animo mortale è capace
di usare le rappresentazioni diaireticamente. Ho poi sentito Ahmed, con
cuore altrettanto puro, ripetere: ‘La Verità è che non esiste Allah né
Maometto è il suo profeta...’ ma l'uomo, quell'animale il cui animo mortale
è capace di usare le rappresentazioni diaireticamente’.
(IN146)
Così
pure ‘ahimsa’ ossia ‘non-violenza’ va certamente sostituito con il concetto
positivo di ‘Diairesi’. Perché? In quale senso? Nel senso che chi è uomo non
accetta più di essere costretto a scegliere tra piccoli e grandi assassini o
di schierarsi, tutt'alpiù, a favore di piccoli viziosi contro grandi
viziosi. Chi è uomo intende scegliere i virtuosi contro i viziosi, i giusti
contro gli ingiusti, i saggi contro gli insipienti.
(IN147)
Capisco
soltanto ora il significato delle parole che Pànkalos pronunciava mentre
passeggiavamo con Connie nell'isoletta di Jagmandir, sul lago di Udaipur.
Parole miracolose, perché in profonda armonia con quelle di un musulmano
come Ahmed, di un Hindu come Prakash e di un cristiano come Armin: tutte
persone che Pànkalos non conosceva e che non avrebbe mai conosciuto. ‘Per
chi mi osserva dal di fuori è come se io, a volte, mi facessi guidare dalla
controdiairesi. Ma è così soltanto in apparenza. Io semplicemente utilizzo e
non posso fare a meno di utilizzare, come tutti, ‘ta allòtria’ (tutto ciò
che non è in mio esclusivo potere) finché essi mi sono dati e finché
l'usarli non confligge con ‘ta ìdia’ (ciò che è in mio esclusivo potere:
saggezza, giustizia, virilità, temperanza). A quel punto si vede che io mi
distacco dall'uso di quei certi allòtria e salvaguardo ta ìdia. Ma una
qualunque istituzione, al contrario, per definizione non possiede ‘ta ìdia’;
ossia è istituzione proprio in quanto salvaguarda certi ‘allòtria’ contro
altri ‘allòtria’ e quindi è necessitata dalla natura delle cose a muoversi
in modo unicamente controdiairetico. Servitore della Chiesa, dello Stato,
del Partito, insomma servitore di una qualunque istituzione dovrebbe dunque
essere, caso mai, un titolo infamante e non di lode.’
(IN148)
Cesia
è partita stamattina molto presto per Mt. Abu. Più tardi Armin è partito per
Goa. Dor ci ha lasciato già qualche giorno fa per Bhuj.
(IN149)
Shiva's
Christmas. Potete immaginare qualcosa di più ripugnante e blasfemo, per un
Hindu, della credenza seguente: ‘In una cerimonia chiamata 'Santa Messa' del
vino diventa sangue di Dio’?
(IN150)
L'isola
di Diu ha curiose somiglianze con l'isola greca di Kastellorizo o Megisti.
Chi ha visto e ricorda bene il film ‘Mediterraneo’ scoprirà che anche a Diu
c'è ‘Bandiera issata, signor Tenente!’; c'è ‘Il ricovero di Libero e Felice’;
c'è ‘Il mare dagli archi’; ci sono addirittura le antiche case abbandonate.
(IN151)
Non
so perché ma oggi anche gli scafi delle imbarcazioni da pesca sembrano
legnacci sudici e tarlati. Guardo il piccolo porto di Ghoghla ed ho
l'impressione di qualcosa di disgustosamente trasandato. L'esatto contrario
del lindore degli angolini di un'isola delle Cicladi.
(IN152)
L'india
e gli Indiani? Il contrario, absit iniuria verbis, della 'pulizia' svizzera
e del 'distacco' britannico.
(IN153) Stamattina
al mercato del pesce un contadino, per pulire un occhio alla giovane figlia,
prima ci ha sputato sopra e poi l'ha massaggiato.
(IN154)
Non
confondete mai la presenza in noi di un impulso con il nostro assenso ad
esso.
(IN155)
Live
a life of beauty and happiness.
(IN156)
E'
vero che gli Hindu hanno fermato l'avanzata musulmana verso est e l'hanno
costretta a scivolare a sud lungo le isole Indonesiane, ma comunque quanto
Islam è visibile in India!
(IN157)
Jacqueline
ha dei graziosissimi occhi grigio-azzurri che viene voglia di baciare. E'
una svizzera di Zurigo e si odora lontano un miglio cosa è venuta a cercare
in India. Se n'è andata verso Ahmedabad sulla sua gigantesca Enfield,
insieme a due neozelandesi.
(IN158)
Pur
se non così scintillante come nel Rajasthan, anche qui, nel Gujarat, Hindu è
sinonimo di colore. Per questo passo ore, ogni mattina, al Fruit-market. Le
poche donne musulmane che vengono a fare spesa sul tardi, verso mezzogiorno,
somigliano ad isolate, nere cornacchie.
(IN159)
Stamattina
ho fatto una lunga pedalata e poi una deliziosissima camminata solitaria di
chilometri e chilometri lungo la assolatissima spiaggia che da Ghoghla
raggiunge il capo Habèl.
(IN160)
Perché
non hai fremiti da immortalità pregressa e palpiti soltanto per quella
futura? O uomo, o uomo: nel 2222 sarai esattamente quello che eri nel 1111.
(IN161)
Ho
detto addio a tutti coloro che rimangono. Domani lascio Diu per Bombay.
(IN162)
Cos'è
la strada tra Diu e Bombay? Il cileno dal naso lungo lungo che viaggia
seduto accanto a me l’ha definita: ‘asfalto in burrasca’.
(IN163)
A
Bombay Colaba ho visto una sola mucca perduta per strada. Qui Bombay sembra
una città inglese e l'India agricola è davvero lontana.
(IN164)
Ieri
a Bombay, in Madame Cama Road, una giovane ragazza indiana mi ha seguito, mi
ha fermato e mi ha detto: ‘Io so che tu sei Gregory Peck.’ Aveva un visetto
tondo davvero assai carino ed era completamente coperta di polvere
bianco-argentea di Ossido di Zinco. Mi ha raccontato di avere conseguito un
Ph.D. in Chimica ma che poi... Io le ho risposto che dubitavo di essere
Gregory Peck, ma che lei certamente era un Ph. D. in Chimica. E così ci
siamo lasciati, sorridenti nel vento; un vento teso tra i grattacieli di
Bombay.
(IN165)
Anche
alla bus Station di Hubli c'è un elefante che sa benedire chi gli offre
qualche rupia, accarezzandogli lievemente il capo con la sua massiccia
proboscide.
(IN166)
C'è
nell'aria un gradevolissimo profumo di arachidi tostate.
(IN167)
Nella
Public Library di Hubli ho trovato una sezione di Filosofia e questo mi ha
piacevolmente eccitato. La lettura di qualche aforisma di Nietzsche, poi, mi
ha messo francamente di buon umore. Vedere fustigare le parole mi mette
sempre di buon umore.
(IN168)
Mi
sto lentamente spostando dal mare Arabico al golfo del Bengala.
(IN169)
Ad
Hampi, nel tempio di Vittala, seduto su una panca di granito, a chi mi
chiedeva per l'ennesima volta: ‘Where are you from?’ non ho potuto fare a
meno di rispondere: ‘I am not from this world, I come from the heavens’, ed
aggiungere: ‘I like India as I like any other country’, ed ancora: ‘My name
is Angel’. Tra sorpresa e spavento dell'interlocutore, sono stato lasciato
in pace: ‘So you are visiting us...’
(IN170)
I
massi tondeggianti di granito rossiccio che caratterizzano il paesaggio di
Hampi sono visibili un po' in tutto il Karnataka, il quale appare come una
terra assai brulla, più pastorale che agricola.
(IN171)
Nonostante
il grosso polmone verde rappresentato dal Cubbon Park, anche Bangalore ha
strade terribilmente inquinate da gas, rumore, sporcizia.
(IN172)
La
scrittura kannada predilige le forme tondeggianti, sinuose.
(IN173)
Il
fedele religioso si avvicina al suo Dio sempre come un cane che cerca il suo
padrone.
(IN174)
’Government
work is God's work’ sta scritto sull'architrave principale del Vidhana Souda
di Bangalore. E' evidente che chi l'ha dettato ignora del tutto quale
mestiere faccia Dio.
(IN175)
Dopo
avere smarrito la via nell'oscurità della Delhi vecchia...
(IN176)
A
Madras il caldo è tale che per dormire non c'è bisogno né di coperta né di
lenzuolo.
(IN177)
Io
diventerò ministro quando e soltanto quando avrò da governare su uomini
giusti, tutti giusti (ossia quando non ci sarà più bisogno di un governo).
(IN178)
Chi
impara ad essere padrone di se stesso scopre di non avere più bisogno di
essere padrone di altri.
(IN179)
In
pieno sole, tre bufali risalgono lentamente il putrido e melmoso Kuvam
all'altezza del ponte di McNichols Road, nel quartiere Chetpat di Madras.
(IN180)
Chi
crede che la merda degli altri sia sempre quella che puzza di più, ebbene
non si intende della propria.
(IN181)
Beach, Fort, Park, Egmore, Chetpat: sono i nomi
di fermate della metropolitana di Madras.
(IN182)
Faccio un giorno di digiuno in lode della
materia immortale e per tutto il bello che vedo intorno a me e dentro di me.
(IN183)
Io sono uno di coloro che ascoltarono le parole
di Paolo di Tarso all'Areopago di Atene e che si misero a ridere
sonoramente, impedendogli così di continuare il suo discorso, quando
cominciò a parlare di resurrezione dei morti.
(IN184)
Ottengo il visto, a Madras, per navigare verso
le isole Andamane.
(IN185)
L'India di oggi come l'ho vista e vissuta io,
in mezzo alle strade, nelle file agli sportelli, in trattorie ed Hotel
sempre diversi e sempre scoperti giorno per giorno, ecc... spesso fa
veramente ribrezzo. La gente minuta, poi, quanto a lealtà, a rispetto di sé
e degli altri, non ha proprio nulla da invidiare a Giovanni Agnelli e
compagni.
(IN186)
La
nave che mi porta verso le Isole Andamane, la ‘Akbar’, scivola silenziosa su
un mare, il golfo del Bengala, increspato da appena qualche ricciolo bianco.
(IN187)
Senza
volerlo, da una cuccetta all'altra di Bunk class della nave Akbar, mi è
capitato di fare ad un Indiano una lezione volante di corretta pulizia dei
denti e di corretto uso del filo interdentale.
(IN188)
Le
condizioni in cui viaggiano i passeggeri di Bunk class sono pessime. Il
motivo? Che un bambino, quanto a sudiciume, si comporti da bambino, è
normale; ma come chiameremo un adulto che si comporta da bambino sudicio?
(IN189)
Lamentarsi
continuamente di questo e di quello e viversi come poveri quando invece si è
ricchi di occhi, di mani, ecc...ecc... è usare la logica contro se stessa, è
disprezzarsi, è mancare la propria natura.
(IN190) ’Zòon
tnetòn, psukén ékon àtneton, krestikòn tàis fantasìais katadiairetikòs’
ossia ‘Animale mortale dotato di un'anima immortale, capace di usare le
rappresentazioni in modo controdiairetico’: ecco la definizione che un
essere umano dovrebbe dare di se stesso.
(IN191)
Il
sistematico uso della controdiairesi implica la credenza, non m'importa
quanto conscia, nella immortalità della propria anima individuale. La
dimostrazione si dà per assurdo. Infatti se io usassi sistematicamente la
diairesi e dunque fossi felice qui, oggi, in questa vita, che bisogno avrei
di immaginare la felicità in un'altra?
(IN192)
Questa
traversata da Madras a Port Blair, in Bunk class sulla nave Akbar,
ovviamente non significa che non si possa viaggiare in condizioni ancora
peggiori. Me lo facevano notare Neil e Simon, due ragazzi inglesi le cui
cuccette sono immediatamente prossime alla mia, in relazione alle loro
esperienze di navigazione in Indonesia.
(IN193)
Gli
esseri umani, come non sanno di avere ora, in questo preciso istante, nelle
lore cellule una RNA-Polimerasi che sta trascrivendo DNA, così non sanno di
credere profondamente di avere un'anima immortale. Eppure questa credenza
lavora e produce certi risultati, come l'RNA-Polimerasi sta producendo ora,
in questo istante, dell'RNA-messaggero.
(IN194)
L'infelice
è un vizioso, un drogato. Cosa fuma? La controdiairesi. Il felice è un
virtuoso. Cosa aspira? La diairesi.
(IN195)
La
navigazione verso le isole Andamane prosegue uniforme e tranquilla.
(IN196)
Una
piccolissima isola, Ross Island, colma di altissime palme. Questa la prima
occhiata sulle Andamane dal ponte della Akbar che sta per attraccare a Port
Blair.
(IN197)
Trovo
la spiaggia di Corbyn's Cove nettamente più graziosa di Nàgoa Beach.
(IN198)
A
Jolly Buoy ho nuotato, a lungo, nel colore. Questo mi ha riempito l'animo.
Isolette colme d'ogni sorta di alberi d'alto fusto e cinture di mangrovie.
Canali d'acqua smeraldo. E' magnifico.
(IN199)
Che
qui l'umidità sia costantemente intorno all'80% si sente, si sente sulla
pelle.
(IN200)
Gli
Indiani stanno cercando di riscrivere la loro storia recente. Lo si nota
anche dalle cancellature e riscritture visibili a Ross Island, sulle tabelle
esplicative che si leggono nel Museo.
(IN201)
La
spiaggia di Chidiatappu è meno affascinante di quella di Wandoor.
(IN202)
Quanta
determinazione c'è voluta, sulla Akbar, per tentare di far rispettare le
code al bar ed alla mensa!
(IN203)
Una
costante foschia copre tutti gli oggetti lontani e non ne lascia distinguere
nettamente i contorni.
(IN204)
Appena
sbarcherete a Long Island qualcuno vi dirà che per dormire sull'isola non ci
sono sistemazioni diverse dal campeggio in tenda. Non credetegli. Cercate
invece la Forest Rest House e fate in modo di farvi ospitare in una delle
sue due magnifiche stanze, come è riuscito a me.
(IN205)
A
Long Island non soltanto non si vedono circolare neppure biciclette, ma non
ci sono letteralmente strade. Soltanto stretti sentierini di cemento nelle
immediate vicinanze del piccolo villaggio.
(IN206)
Lalaji
Bay: non si può, non si può non mettersi nudi quando si incontra un Paradiso
del genere. E con un tale libro aperto dinanzi agli occhi, come si fa ad
aprirne uno di carta e inchiostro e ad immergercisi dentro? Bisogna credere
di essere altrove, non dove si ha la fortuna di essere.
(IN207)
Guardata
da vicino su queste isole, la Natura non sembra dire altro che: ‘Lasciatemi
fare e dalle nude pietre vi farò uomini.’
(IN208)
L'albergatore
che nega l'acqua all'ospite, prima o poi dovrà pulirne gli stronzi.
(Proverbio Andamanese)
(IN209)
Francesca
è una svizzera di Lugano che occupa la stanza accanto alla mia al Seaview
Lodge. Gioca a fare la Hindu e più la guardo, più la sento parlare, più la
vedo muoversi, più non posso fare a meno di notare che anche nelle isole
Andamane ci sono le galline e fanno coccodè.
(IN210)
A
Bangalore lasciai le mie unghie, a Long Island ho lasciato i miei capelli.
(IN211)
L'isola
è un vascello con migliaia di alberi.
(IN212)
I
miei templi sono le spiagge.
(IN213)
C'è
qualcosa di fuori misura in Havelock Island, qualcosa di disarmonico che non
mi permette di apprezzarla. Con il suo isolamento, la sua misura, Long
Island era molto più armoniosa.
(IN214)
La
spiaggia combina i quattro antichi elementi: acqua, aria, terra, fuoco. Non
è poco, come possibile spiegazione del fatto che io viva le spiagge come
templi. Non lontano da Madras, lo stupendo tempio sulla spiaggia di
Mahabalipuram -fatto costruire intorno al 600 d.C. dai re Pallava- secondo
me significa questo.
(IN215)
Dice
la mangrovia: lì dove nessun altro albero riesce a crescere, crescerò io.
(IN216)
Quando
sbarcherete a Neil Island subito noterete un cartello sul quale sta scritto:
‘Un pesante fardello è certo più facile da sopportare se a portarlo è
qualcun altro’.
(IN217)
G.
Garcia Marquez racconta che il libro preferito dall'attuale Presidente degli
USA Bill Clinton è ‘I Ricordi’ di Marc'Aurelio. La cosa mi fa molto piacere,
ma trovo la notizia anche alquanto macabra. Sarebbe forse l'ora, questa,
dello stoicismo antico sulla bocca di un carrierista politicante? Avete
idea, se fosse vera, di quale abisso di infelicità viva colui che viene
propagandato come l'uomo più potente del mondo?
(IN218)
Il
verso del geko domestico assomiglia molto ad un cinguettio od uno squittio.
(IN219) ’Derivata’
è un aggettivo che qualifica il sostantivo sottinteso ‘funzione’. Da una
funzione si è derivata un'altra funzione e così via.
(IN220) ‘Tò
àllo parà fùsin sòi kakòn mé ghinéstho’ sottintende ‘poiùmenon’: ciò che da
un altro è fatto, l'azione di un altro contro la natura delle cose (ossia
alògos) non diventi un male per te.
(IN221)
Gli
Indiani non sono tanti piccoli Gandhi, come invece qualcuno immagina se non
è mai stato in India. E' però forse vero che chi ha visitato l’India 30-40
anni fa, ha potuto vedere un'India molto, molto diversa dall'attuale.
(IN222)
Oggi
nella State Library di Port Blair ho letto l'‘Aiace’ di Sofocle nella
edizione dei Great Books dell'Enciclopedia Britannica.
(IN223)
Qui
l'India è un po' come la casa con giardino di certi nostri vecchi zii un po'
sporcaccioni: piena di soprammobili ed altri ammennicoli di pessimo gusto,
sudicia, circondata da una atmosfera sensuale, voluttuosa, situata in un
posto piacevole per natura.
(IN224)
Lascio
le Isole Andamane diretto a Trichy, nel Tamil Nadu. Per vedere dove mi sono
tagliato i capelli l'ultima volta bisogna prendere in mano il mappamondo.
(IN225)
Scendo
fino all’estremo sud dell’India, a Kanyakumari. Io non potrei mai essere un
Hindu: infatti dovrei togliermi troppo spesso le scarpe e camminare scalzo.
(IN226)
A
Trivandrum, capitale del Kerala. Anche un tugurio potrebbe profumare di
gelsomino, anche in un tugurio si potrebbe sentir suonare la musica di
Mozart.
(IN227)
Kerala,
Varkala. Anche il più grande linguista, di fronte ad un bambino che parla e
scrive la lingua malayalam farebbe la figura di un ignorante sprovveduto.
(IN228)
Vista
dal terrazzo dell'Hotel Pankaj, di Trivandrum effettivamente non si vedono
case ma sterminati quartieri di palme.
(IN229)
A
Trivandrum. Nel Tempio di Vinayagad dedicato a Ganesh, poco oltre l'ingresso
c'è un ampio, profondo pozzo rettangolare con pareti rivestite di marmo
chiaro. I devoti di Ganesh acquistano delle noci di cocco, entrano e le
rompono scagliandole con violenza verso il basso contro le pareti del pozzo,
nel quale poi cadono i frammenti. Culto piuttosto rumoroso, che mi ricorda
quello della lapidazione del Male praticato dai musulmani alla Mecca.
(IN230)
Lascio
Trivandrum, di prima mattina, accompagnato da litanie Hindu diffuse in
strada a volume altissimo. Il timbro della voce di chi le legge è di un
fascino straordinario.
(IN231)
Kollam,
Alleppey, Backwaters del Kerala.
(IN232)
Kerala,
Kochin. I dipinti murali visti ieri al Mattancherry Palace sono opere di
magnifica qualità. La scena molto veritiera del parto di Rama e degli altri
eroi; un Krishna mollemente sdraiato ed impegnato con sei mani e due piedi a
masturbare contemporaneamente otto delle sue gopis o pastorelle, sono
davvero uno spettacolo al quale merita di dedicare qualche tempo.
(IN233)
A
Fort Kochin, che è un grandissimo porto, compri un pesce sulla spiaggia e lì
accanto c'è chi te lo cucina immediatamente per 20 rupie.
(IN234)
Kerala:
Thalasseri, Kannur, Kasaragod.
(IN235)
Karnataka,
Mangalore. Di spettacolare e memorabile, a Mangalore, c'è una cosa sola: una
Bus Station non affollata e non caotica.
(236IN)
Karnataka,
Gokarna. La spiaggia di Kudle a Gokarna mi ricorda moltissimo la spiaggia di
Milopòtas ad Ios. Anche il paesaggio ha qui qualcosa di greco-turco. E poco
oltre Kudle, la spiaggia di Om è certamente una delle spiagge più
affascinanti che io abbia visto in India.
(237IN)
Non
avrei mai immaginato di riincontrare Jacqueline. Era in compagnia di un
flautista ungherese. Sulle prime non mi ha riconosciuto. Poi si è
giustificata dicendomi: ‘Ma sei una persona completamente differente!’
(238IN)
Tutto
è relativo? Sì, tutto è relativo a qualcosa che relativo non è, che è
invariante: sia esso la velocità della luce o la natura umana.
(239IN)
Le
poche stradine di Gokarna pullulano di Indiani di casta elevata, quelli
senza camicia e con il cordone bianco a tracolla.
(240IN)
Dulce
et decorum est pro ‘Diairesi’ mori, non pro ‘Patria’.
(241IN)
A
Gokarna la terra è rossa.
(242IN)
Il
terzo serpente l'ho visto alle soglie del tempio che sovrasta la spiaggia
principale di Gokarna. Questo poteva ben essere un cobra.
(243IN)
Avete
presente la citazione biblica (Esodo 7,12) del mago capace di far diventare
un bastone serpente? Ebbene lo questo gesto l'ho visto fare più volte nella
piazza principale di Diu da un simpatico e loquacissimo, in lingua Gujarati,
incantatore di serpenti.
(244IN)
Vada
un reverente pensiero a Francesca ‘chicken-brain’ ed a tutti coloro che non
ne azzeccano una che è una.
(245IN)
Goa,
Panaji. Il motto è ‘Diairesi’. La musica è quella del Concerto K622 per
clarinetto e orchestra di Mozart. Il pittore è Piero della Francesca.
(246IN)
I
bambini seminudi che corrono lungo i moletti delle Backwaters del Kerala,
chiedendo a gran voce una ‘ball-pen’, e che si tuffano per raggiungerla
quando i turisti dal battello gliela lanciano. Una signora spagnola dalle
nere labbra che cinguetta: ‘They say I want a pen.’ Ecco la perfetta scena
iniziale di un nuovo film sull'India.
(247IN)
Resterò
a Goa fino al primo giorno di primavera.
(248IN)
Old
Goa è un posto assolutamente incantevole.
(249IN)
Anche
sul bus per Old Goa cercheranno di buggerarvi una rupia.
(250IN)
Il
mio feeling con Goa è, per ora, assai più positivo che negativo. Altri
viaggiatori mi avevano fatto paventare ben di peggio.
(251IN)
Per
farvi un'idea del perché nulla è magico in India, andate a vedere un film
indiano. Quando gli Indioti si vivono come se recitassero in uno dei loro
film, fanno ribrezzo.
(252IN) ‘Che
sozzo lo sguardo di S. Francesco Xavier verso gli Hindu! Che sozzi giudizi
lo abitavano! Che sozza storia quella del suo corpo incorrotto!’ A dirmi
queste parole è stato un frate francescano, al quale avevo semplicemente
manifestato il mio stupore nel vedere un seguace del poverello di Assisi
piantato sulla soglia della Basilica del Bom Jesus, che appartiene ai
Gesuiti.
(253IN)
La
stagione turistica a |